Ago 17

Ieri ho aggiornato WP alla versione 2.6 e solo oggi mi sono accorto di un grave problema con i permalink (per fortuna facilmente risolvibile).

In pratica è successo che i link agli articoli non funzionavano più, ricevendo un preoccupante errore 404. L'unica impostazione permalink che permette di visualizzare correttamente gli articoli è quella di default (quella con ? e numero) ma ciò ovviamente fa perdere tutti i link presenti nei motori di ricerca…

 La soluzione al problema (provvisoria e piuttosto assurda Tongue out) l'ho trovato su questo blog.

Qualcuno ha già fatto l'upgrade alla 2.6.1 e mi sa dire se questo bug è stato fixato (a breve upgrado anch'io e poi vi so dire Wink)?  

Scritto da: Stefano
Lug 16

Lo spazio è quello che è e, qualche volta, serve spostare la cartella home di Ubuntu in un altro disco; in particolare sull'EEEPC questo è molto utile.

Sia sulla versione 900 dell'EEEPC che nelle precedenti il disco principale è da 4 Gbyte. Sul 900 poi c'è un ulteriore disco da 12 Gbyte mentre sui precedenti si deve usare una chiave USB oppure, meglio, una scheda SD.

Con questa mini guida inauguro la serie (che parolone: magari sarà il primo e l'ultimo) delle mini guide del non esperto. Mi sono accostato al modo di Linux optando per Ubuntu da poco quindi non sono esperto ma il punto di vista di un non esperto su come risolvere problematiche può essere utile; spero.

La versione di Linux pre caricata sugli EEEPC è una Xandros modificata da Asus che fa bene il suo lavoro ed è perfetta se lo si vuole usare per quello che è nato: un ultra portatile, ultra mobile da usarsi per poche funzioni tipicamente online.

Per chi non si accontenta e lo vuole usare come pc portatile a tutto tondo la Xandros che c'è va stretta quindi ho optato per Ubuntu.

L'installazione di Ubuntu mette la cartella home (quella con tutti i dati degli utenti) sul disco primario con il risultato che dei 4 Gbyte grezzi, dopo aver installato alcune applicazioni aggiuntive, ne restano liberi poche centinaia di Mbyte. Da qui l'esigenza di spostate la cartella home, cosa che nel modello 900 con la Xandros installata è già fatto sfruttando il disco secondario.

Sui modelli precedenti il 900 suggerisco una performante SDHC che verrà lasciata fissa nello slot (impedendone l'uso per altri scopi) a meno che uno non voglia usare lo slot interno ma questo è per utenti esperti.Sul 900, invece, si usa il comodo disco interno da 12Gbyte che c'è già.

Da bravo non esperto, per scoprire come fare a spostare la cartella home, ho cercato con Google e ho trovato questa ottima guida in italiano sul forum Ubuntu-it quindi evito anche di riportarla qui.

Invece vi segnalo le difficoltà che ho incontrato e come le ho risolte.

Non sono riuscito a spegnere l'interfaccia grafica per lavorare solo da console quindi ho optato per un riavvio scegliendo l'opzione di boot "recovery mode" e optando per la partenza a linea di comando.

Altro problema l'ho incontrato nel pezzo forte di tutta la procedura: la copia della cartella home nel nuovo disco. Non è andata a buon fine e il test che ti fanno fare me lo ha segnalato.

Per copiare quindi i dati ho nuovamente riavviato partendo questa volta con un live cd di Ubuntu (usando un lettore cd esterno USB) e l'ho copiata lanciando Nautilus da terminale con il comando "sudo nautilus, in seguito ho dovuto assegnare a mano i diritti agli utenti nelle relative sottocartelle della home. Come farlo, fortunatamente, è spiegato in una postilla della guida.

Il fatto che abbia incontrato questi problemi è quasi certamente colpa mia, magari voi riuscirete nell'intento seguendo la guida senza intoppi ma, nel caso incontriate un problema come il mio, vi basterà provare a risolverlo come vi ho spiegato!

Scritto da: Alberto
Feb 15

Esistono molti siti web che consentono il monitoraggio gratuito del proprio sito e/o server.

Per poter utilizzare tale servizio è necessario abilitare sulla propria macchina la risposta al ping.

Nel mio caso mi trovavo alle prese con Windows 2003 e Windows Firewall attivo (con firewall disattivato non c'è bisogno di alcuna azione). La risposta al mio problema si è rivelata molto elementare: basta aprire le proprietà di Windows Firewall (da pannello di controllo), selezionare "ICMP" settings e abilitare la voce "Allow incoming echo request". 

Ora il vostro server sarà pingabile Tongue out

Scritto da: Stefano
Feb 14

Nel vastissimo mondo di Internet le truffe sono all'ordine del giorno ed è quindi importante cercare di difendersi nel modo migliore. E' opportuno valutare tutte le possibili problematiche ed ottenere informazioni dettagliate prima di effettuare acquisti online. Questa regola vale ancora di più se stiamo per affittare un server dedicato (che è un bene virtuale). Essendo un prodotto intangibile, in caso di contenziosi potremmo incontrare non poche difficoltà a far valere i nostri diritti. Se poi stiamo trattando con un reseller, la cosa si complica ulteriormente: la maggior parte dei rivenditori non possiede e/o non ha accesso diretto (fisicamente) ai servers che ci affittano.

logotruffa

Di seguito riporto alcuni punti che richiedono a mio parere un'attenta valutazione.

  1. Fare un WHOIS del dominio del sito: mai fidarsi di qualcuno che registra il proprio domino inserendo falso nominativo e/o recapito.
  2. Leggere attentamente ogni parte del sito web con particolare riguardo ai termini del servizio (ToS) per evitare di incappare in clausole contrattuali svantaggiose.
  3. Farsi dare un indirizzo IP di prova. Effettuare un trace route per verificare l'effettiva provenienza del server che si sta per affittare. In seguito, consultare il sito web della "casa madre" (definisco così la società che possiede fisicamente i servers) e cercare se vi sono riferimenti al reseller. In caso negativo, richiedere informazioni direttamente via e-mail (o attraverso gli altri metodi di contatto).
  4. Se il rivenditore prevede PayPal come metodo di pagamento, verificare se il relativo account sia "verificato" oppure no. E' sconsigliabile inviare pagamenti ad accounts non verificati.
  5. Fare una ricerca in forum di discussione a tema come WHT per verificare se vi siano post di precedenti esperienze positive e/o negative.
  6. MAI cedere alla tentazione di accettare offerte strepitose dai prezzi esageratamente più bassi rispetto alla casa madre.

N.B.: quanto ho scritto in questo articolo è frutto di esperienze personali e di esperienze di numerose altre persone tratte da forum di discussione tematici.

Se mi dovessero venire in mente altri metodi non esiterò ad inserirli.

Buon e-commerce a tutti! Bye       

Scritto da: Stefano
Feb 13

Easyspeedy.com è una società di web hosting danese. La prima impressione che si ha visitando il loro sito è quella di un ambiente ben organizzato, automatizzato ed efficiente (in perfetto stile danese Smile). Tuttavia, nel corso dei 3 mesi (1° trimestre 2007) durante i quali ho utilizzato un loro server dedicato (AMD 3500+, 1 GB di RAM, 250 GB HDD, Debian Sarge 3.1, connesso a 100 mbit per circa 100 €/mese) mi sono reso conto che promettono alcune cose che non possono o non riescono a mantenere.

EasySpeedy.com Logo

  • Setup:

Cominciamo fin dal principio: sul loro sito affermano che, nel caso in cui il server richiesto sia "in stock" (disponibile) ed essendo il loro processo di configurazione ed assegnazione server completamente automatizzato, promettono tempi di setup di soli 30 minuti. Nel mio caso ci sono voluti 4 giorni! Si sono prontamente scusati per l'inconveniente affermando che il server da me richiesto non era "in stock" sebbene il loro sito dicesse l'esatto contrario. 

Purtroppo non si tratta di un caso isolato: basta fare una ricerca all'interno del forum di WHT per scovare altri clienti con lo stesso problema.

VOTO: 4

  • Connettività:

EasySpeedy promette una connessione 100 mbit "UNLIMITED BANDWIDTH" (senza limiti di traffico). In realtà, leggendo attentamente fra le righe, si scopre che di "unlimited" vi è davvero poco: i server sono si connessi a 100 mbit MA nel caso in cui si utilizzino mediamente 15 o più mbit di banda o servizi come FTP server, radio streaming, applicazioni P2P, adult hosting ed altri servizi da loro non graditi, si viene prontamente limitati a 10 mbit (con preavviso). Nel mio caso (e in quello di molti altri –> vedi WHT) sono stato limitato a 10 mbit senza alcun preavviso.

Per il resto, EasySpeedy gode di una discreta qualità di connessione (sebbene in quel periodo stavano effettuando alcune manutenzioni programmate per migliorare la rete e aggiungere nuovi carriers).

VOTO: 4

  • Supporto:

Questa parte è sicuramente il punto di forza di EasySpeedy. Utilizzano una tipologia che definirei "self service" nel senso che, attraverso il pannello di controllo, il cliente può amministrare al meglio il proprio server senza la necessità dell'aiuto di terzi. Si va dall' hard-reset al monitoring del traffico effettuato, dal re-install dell'OS alla richiesta e configurazione degli IP addizionali e molto altro. Il tutto all'interno di un'interfaccia molto chiara ed intuitiva.

La nota negativa di questa estremizzazione dell'automazione consiste nel fatto che, nel caso in cui si abbia realmente bisogno dell'intervento umano durante i weekend, non si riceverà alcuna risposta.

VOTO: 6.5

VOTO COMPLESSIVO: 5

Consigliato: NO 

Scritto da: Stefano
Feb 09

Grazie alla guida di Matteo Moro postata all'interno del suo blog (e alla caparbietà di Susy Kiss) sono finalmente riuscito, dopo alcuni mesi di tentativi andati a vuoto, a far riconoscere tutti i componenti del mio portatile (Acer Aspire 5310) ad (K)Ubuntu 7.10.

Acer Aspire 5310

I grossi problemi da risolvere erano essenzialmente due:

  1. Scheda di rete WiFi
  2. Scheda audio

Per quanto riguarda il riconoscimento e la configurazione della scheda di rete WiFi non vi è stato alcun problema: basta seguire passo passo ciò che viene indicato all'interno della guida.

Per quanto riguarda l'audio, invece, non è stata un'impresa facile: dopo aver seguito la guida di Matteo, bisogna spulciare (almeno nel mio caso) fra i numerosi commenti all'articolo fino a scovare quello fondamentale di Roberto. Installare i pacchetti da lui consigliati, riavviare la macchina et voilà, l'audio funziona!

A seguire riporto i passi salienti della guida:

SCHEDA DI RETE WIFI:

Il portatile è dotato di una Broadcom 4311, la stessa presente sul mio iBook G4, che grazie alle politiche del produttore non è quasi per nulla supportata sotto Linux. Fortunatamente ci troviamo in ambiente x86, per cui è possibile usare ndiswrapper e i driver per Windows XP, cosa che con l’iBook non posso fare. Come prima cosa è necessario quindi scaricare i driver per Windows XP della suddetta scheda e decomprimerli in una directory, visto che poi ci serviranno. Essendo il portatile Vista-dotato, tali driver non sono neanche facilissimi da trovare, ma dopo aver girato un po’ di siti Acer, eccoli qua:

A questo punto è ora di installare ndiswrapper. Chiamerò “DRIVERS” il percorso della directory in cui abbiamo scompattato i driver per Windows XP e “INF” il nome dell’unico file .INF presente:

sudo apt-get install ndiswrapper-utils*
cd DRIVERS
sudo ndiswrapper -i INF

I driver per Windows sono installati, adesso è necessario modificare quattro file per dire al sistema di utilizzarli al posto dei suoi (purtroppo malfunzionanti) e configurare la rete in modo che venga gestita completamente dal Network Manager di Gnome, che è veramente intuitivo. Apriamo il file /etc/modprobe.d/blacklist (sudo gedit /etc/modprobe.d/blacklist) e inseriamo, come ultima riga, “blacklist bcm43xx” (senza virgolette, naturalmente). Apriamo poi il file /etc/modules (sudo gedit /etc/modules) e inseriamo come ultima riga “ndiswrapper” (sempre senza virgolette).

SCHEDA AUDIO:
Per quanto riguarda la scheda audio, la cosa è appena più complessa, ma nulla di impossibile: è necessario infatti aggiornare i driver ALSA all’ultima versione disponibile. I driver aggiornati, nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, corrispondono alla versione è la 1.0.15RC1:

sudo apt-get install libncurses5-dev build-essential gettext

cd $HOME
wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/driver/alsa-driver-1.0.15.tar.bz2
tar jxvf alsa-driver-1.0.15.tar.bz2
cd alsa-driver-1.0.15
./configure –with-cards=hda-intel && make
sudo install -v -m644 pci/hda/snd-hda-intel.ko /lib/modules/$(uname -r)/ubuntu/media/snd-hda-intel/

cd $HOME
wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/lib/alsa-lib-1.0.15.tar.bz2
tar jxvf alsa-lib-1.0.15.tar.bz2
cd alsa-lib-1.0.15
./configure && make
sudo make install

cd $HOME
wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/utils/alsa-utils-1.0.15.tar.bz2
tar jxvf alsa-utils-1.0.15.tar.bz2
cd alsa-utils-1.0.15
./configure && make
sudo make install

E’ necessario, infine, aprire il file /etc/modprobe.d/alsa-base (sudo gedit /etc/modprobe.d/alsa-base) e inserire, come ultima riga, “options snd-hda-intel model=acer” (senza virgolette). A questo punto, basterà riavviare il sistema e anche l’audio dovrebbe iniziare a funzionare correttamente.

Segnalazione: quanto riportato in questo articolo sembra NON funzionare (per quanto riguarda la scheda WiFi) con Ubuntu Hardy Heron 8.04 alfa 4

Scritto da: Stefano
Feb 09

Tongue out Ho aggiornato il blog alla versione di WordPress 2.3.3.

Logo aggiornamento di wordpress-it.it

Essendo un "aggiornamento importantissimo perché elimina un importante problema di sicurezza che permette a utenti normali ma registrati al vostro blog di modificare i vostri articoli" vi consiglio vivamente di procedere all'aggiornamento as soon as possible. Bye

Scritto da: Stefano
Feb 08

Queste le possibili alternative a Valknut (ne ho parlato qui):

Linux DC++:

 LinuxDC++

 

E' il porting in linux della versione per piattaforma Windows di DC++. Progetto partito nel 2005 è ancora in fase embrionale (infatti è da poco stata rilasciata la versione 1.0.1 vale a dire la seconda release). Non è un client da disprezzare ma, proprio per lo scarso sviluppo, molti sono i bugs da correggere e le caratteristiche da aggiungere (mancano addirittura le emoticons! Sealed).

Voto: Sufficiente (in attesa di una versione migliore).

DC4Linux: non ho notizie precise in merito e non ho avuto pareri positivi. [da aggiornare]

Emulare clients con Wine:

Wine

Se proprio non riuscite a rinunciare al client che utilizzate in Windows, l'unica soluzione consiste nell'emularlo con Wine ("sudo apt-get install wine" se utilizzate una distro Debian-based). In questo modo avreste a disposizione quasi tutte le funzionalità che siete abituati ad utilizzare. Purtroppo Wine non supporta pienamente DC++ con conseguenti bugs grafici e di applicazione (frequenti crash).

Voto: Buona soluzione teoricamente, inutilizzabile praticamente.

Infine, vi segnalo un progetto proposto dal team di sviluppo di ApexDC: effettuare il porting dello stesso client dietro ricompensa in denaro stile "colletta popolare" da parte dei membri della community. Tuttavia, a distanza di più di un anno ancora non si intravedono i risultati sperati.

Le idee non mancano, la voglia e forse le abilità un pò meno. Undecided

Scritto da: Stefano
Feb 06

Solo recentemente sono riuscito a venire a capo di una situazione fastidiosa: ogni qual volta tentavo di ascoltare una radio in streaming, amarok mi riportava il seguente errore:  "Non ci sono plugin di demux appropriati. Nella maggior parte dei casi, ciò significa che il formato del file non è supportato."

amarok

In questo forum ho trovato la soluzione al problema:

  • chiudere amarok
  • installare ffmpeg (da konsole digita: sudo apt-get install ffmpeg)
  • entrare nella Home ed eliminare la cartella nascosta .xine
  • aprire amarok e riprovare.
  • enjoy! Laughing
Scritto da: Stefano
Feb 06

Se possiamo affermare che la rete DC "lato server" è sempre stata molto utilizzata e ben sviluppata in ambiente linux (esempio: Verlihub, uno degli hub software più utilizzati), non possiamo dire altrettanto per il "lato client".

dc++

Infatti, a mio modesto parere, le alternative sono molto limitate e i clients attuali non sono minimamente paragonabili ai clients disponibili in ambiente Windows (oltre al client "ufficiale" DC++, sono stati sviluppati nel corso degli anni una notevole varietà di clients per soddisfare ogni tipo di gusto/esigenza): a questo proposito, il mio favorito è StrongDC++.

In (K)Ubuntu ho testato tutti i client possibili ed attualmente sto utilizzando Valknut. Valknut è tutt'ora sviluppato ma le migliorie apportate non sono mai state così rilevanti da permettere un netto salto di qualità. Restano infatti molte pecche sotto molti punti di vista: grafico, caratteristiche, affidabilità, stabilità.

Alcune caratteristiche mancanti:

  • User search: trovare un utente in lista tra migliaia di altri utenti risulta un'ardua impresa.
  • Blocco note: manca uno "spazio" dove annotare appunti.
  • Tab singolo: avere molti hub aperti comporta una difficoltà di gestione degli stessi.
  • Interfaccia di gestione trasferimenti: migliorabile.
  • Gestione dei logs: pessima. Non è possibile visualizzare i logs direttamente dall'applicazione. 
  • Impossibile ricevere i comandi inviati dall'hub (nel menu da tasto destro).

…ed altre piccole cose.

Ciò nonostante continuo a considerare Valknut il miglior client DC disponibile in linux.

Prossimamente parlerò delle possibili alternative. Bye

Scritto da: Stefano